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martedì, 25 aprile 2006

Di come avvengono i miracoli
Per la serie: Noi sacchetti della spesa non ci rompiamo da soli

Ed ora la storia ve la racconterò io.
Sarà l'ultima.
Parla di un ragazzo randagio; di quelli con una vita doppia per sfuggire ad una sola.
Una sera, passeggiando, lo trovai seduto sul cornicione di casa sua.
Era notte, una notte di Estate.
Gli dissi a voce alta di non buttarsi, lo implorai proprio di non farlo.
Mi guardò come una scema e nonostante la lontananza, quei due occhi erano limpidi come se riflettessero ogni singolo raggio di luce.
Scese giù da un'impalcatura lasciata lì per i lavori di ristrutturazione della casa ed un po' innervosito mi disse: "Cosa urli?Svegli tutti."
"Ma ti stavi per buttare!!", risposi.
"Ma sei scema?Se mi buttassi da lì non avrei la certezza di morire, mi farei solamente un gran male."
Era l'ultima risposta che mi sarei aspettata ed un po' rimasi intontita.
"Comunque piacere, Andrea.", mi ridestò.
"Piacere,il mio nome inizia per C.", scherzai.
"Ok C.,certo che è un bel cazzo di nome C...ma sarai C.", mi prese sul serio.
"Che fai qui?", continuò.
"Ritorno a casa, abito in fondo alla via, hai presente quel condominio da pezzenti?Ecco, ho un appartamento lì.Magari se hai voglia di fumarti una sigaretta puoi venire da me, al posto di startene in bilico su di un cornicione".
Mi prese per la seconda volta sul serio, e così fù.
Sono passati...quattro anni credo.
Sempre più spesso poi si faceva trovare sotto casa, in piena notte e se ne stava lì a fumare sigarette, mentre io scrivevo o disegnavo.
"La notte è dei creatori", gli dissi io.
"La notte è degli artisti", confermò lui.
Le notti passavano e mi accorsi di trovarmi veramente bene, faceva compagnia e stimolava il sonno meglio di qualsiasi valeriana.
Non so da dove l'abbia presa questa capacità, ma rilassa.
Un bel giorno poi, cominciò a piovere a dirotto e me lo ritrovai grondante acqua in casa.
Gli feci fare una doccia, gli asciugai i vestiti.
Un vero e proprio gatto randagio, dopo un bel bagno.
"Queste sono le chiavi, puoi venire qui quando ti pare, ora è anche casa tua", e gliele consegnai in mano.
Il giorno dopo toccò a lui: "Queste sono le chiavi, puoi venire quando non c'è nessuno, non è nemmeno casa mia", e me le lasciò.
Quando una lascia le chiavi di casa ad una persona, lo fa perchè in qualche modo ritiene che un giorno possano servire, ma non pensavo di dover assistere alla completa distruzione di ogni mio manga...
"Eh,ma se li tengo a trenta gradi non leggo un cazzo", si difendeva.
"MA SONO UNA COLLEZIONISTA!SAI QUANTO CI TENGO!", lo sgridavo.
"Scusa", con occhioni dolci.
E lì stavo zitta perchè mi si scioglieva qualcosa dentro, come quando si addormentava sul divano nero di pelle, con la bavetta alla bocca.
Scena disgustosa quanto tenera.
Passarono gli anni, dicevo, e ognuno aveva la propria prima vita da portare avanti, ma a lui le cose sembrava sempre dovessero andar male, quindi lo avevo sempre qui.
Rientrava a casa alle undici di sera, alle undici e cinque minuti sgattaiolava via dalla finestra e veniva qui, fino a due settimane fa.
Non una parola, non un biglietto, niente.
Prima di andarsene disse di voler scrivere un libro d'amore e l'avrei dovuto aiutare.
Prima di andarsene mi disse anche che sarebbe tornato, che avrebbe vinto, che quella sarebbe stata la sua battaglia finale.
Non ho mai capito il suo voler sempre combattere la vita, ma è testardo e poco ci si può fare, anche a capirlo.
Però, come dicevo, più nulla.
Giorni di silenzio e mi ricordai di quelle chiavi.
A volte si è costretti a vedere scene che sconvolgono la mente.
"Dai,non fare lo scemo", gli volevo dire, ma non stava scherzando.
Così...così poi sono andate le cose.
Ora è qui, addormentato come un bimbo, dopo aver bofonchiato qualcosa sul mal di schiena, o sul mal di pancia e col broncio per la macchinina distrutta in un frontale con un autobus e non più riparabile.
Mi ha detto anche di non aver più nulla da scrivere, ha letteralmente pronunciato "Archangel è morto, non c'è più un cazzo da scrivere".
Ma io Archangel non l'ho mai conosciuto e per me rimarrà un nick, come è sempre stato.
Però arrivati a questo punto una fine ci vuole e sono qui per mettercela.
Dato che il blog non è mai stato donato, ma lasciato in prestito, ho deciso di riprendermelo e chiuderlo con tutto ciò che ha dentro.
Si mette un punto per andare a capo, su questo aveva sempre ragione, ma questa volta cambiamo totalmente libro.
See you quindi, è stato molto bello, soprattutto per me, che come gli Arcangeli veri, guardavo dall'alto di un mondo solo mio, il cammino di un gatto randagio in cerca di casa, che mai sarà questa.
Ora lo sveglierò dal suo incubo di vent'anni e quando sarà tornato nel suo, di letto, si chiederà che cosa ne ha fatto, di tutto questo tempo.

In Fede
C.

PS: Guarda te se bisogna postare con così tanta serietà..
Postato da: continue a 00:04 | link |


domenica, 16 aprile 2006

La Felicità è il raggiungimento di un sogno,un'idea,qualcosa di immateriale che dona benessere a tutta la nostra vita.
Sono in pochi,a dirsi veramente felici.
I più si illudono di esserlo,gettando i propri sogni dopo averli svalutati,per crearsene di nuovi,falsi e facili.
La vita senza un sogno,è una non-vita.
Il mantenimento della propria persona,dei propri ideali,nel raggiungimento della propria felicità.
Il senso della vita,è cercare il proprio reale benessere.
Schopenhauer scrisse che al posto di cercare la felicità,bisogna piuttosto cercare di non essere troppo felici.
Io credo fosse una persona buona,di quelle che raramente incontri,ma si arrese.
Uno dei suoi scritti,negli ultimi anni della sua vita,è un concentrato di consigli su come ridimensionare la propria meta.
E se non è una sconfitta questa,un gettare la spugna,io non saprei cosa lo possa essere.
Non si può non puntare in alto,per paura di cadere.
Bisogna guardare avanti,ricercare finchè è possibile e poi,una volta riconosciuta la fine,accettarla.
Solo il finale,dichiarerà la vostra sconfitta,o la vostra vittoria.
Privarsi dei sensi per sfuggire alla ricerca,è una cosa da stupidi.
Postato da: Archangel a 17:07 | link |


venerdì, 14 aprile 2006

E i cani,in autostrada,li vedi solo di notte.
La luce li acceca,il buio li consola.
Escono,si ficcano soli,in mezzo alla strada,con lo sguardo fisso a terra,di chi ricerca casa,senza più nemmeno una speranza di trovarla.
Te ne accorgi sempre,solo quando ormai è troppo tardi.
Un po' è freddo,ma c'è ben altro a cui pensare.
"Dammi la borsa",e spunta un coltello.
"Dammi la borsa cazzo!!",e ne spunta un altro.
"Vaffanculo",in risposta.
Perchè a parte i pochi soldi,ci sono ricordi che non lasceresti mai,a costo di tutto,persino della vita.
Lo scontrino,di un telecomando.
Poi,il rumore di un motore.
"Dai,sali su"
"No,grazie"
Approfitti per cambiare strada,e bene o male a casa ci torni...circa.
Postato da: Archangel a 05:10 | link |


giovedì, 13 aprile 2006

Campagna di sensibilizzazione per gente felice

Non abbandonate i vostri cani in autostrada durante le vacanze di Pasqua.
Postato da: Archangel a 21:41 | link |

La fiducia nelle persone,sta nella consapevolezza,che esse parlino con sincerità,con te,e non per doppi fini.
La fiducia dalle persone,sta invece nella consapevolezza,che esse ti ascoltino,con quella stessa sincerità.
Ma perchè,anche nelle migliori amicizie,si deve pensar male?
Così finisce che ti snaturano anche il significato delle parole,degli atteggiamenti,di tutto te stesso.
Non rimane che rammaricarsi,e starsene zitti.
Ti si dice di fare qualcosa,e poi il contrario.
Sinceramente...non capisco.
Il Blog almeno tace,questo sì,rimane.
Postato da: Archangel a 00:04 | link |


martedì, 11 aprile 2006

Arab Strap - There Is No Ending

Not everything must end
Not every romance must descend
Not every lover's pact decays
Not every sad mistake replays

If you can love my growing gut
My rotten teeth and greying hair
Then I can guarantee I'll do
The same as long as you can bear
If you love my little poofy hands
My skinny arms and reeking feet
The way I dance, the way I eat
If you love the morning spots I try
And squeeze before you're up to see
Each torn ankle, each weak knee

But still my moods must swing
To solitude I must still cling
And you won't love me every day
And suffer many a display

But plates may smash and doors may slam
My comments may be less than kind
But that won't mean I've changed my mind
I'm a huffy prick the best of times
I love to sulf and shout and squeal
But please don't doubt the way I feel
Cause when the Sun burns up the earth
Our progeny will raise a can
Here's to where it all began
And every day I hear the world
Is cracking up, the end is near
I hear we all should live in fear

Bullies, burglers, paedophiles
Bird flu and passive smoke
(They're coming!)
Volcanoes, earthquakes, tidal waves
Heart disease and strokes
(They're coming!)
Terrorists with homemade bombs
And factions everywhere
(They're coming!)
They're drinking in the street
And they could steal your home
And I don't care!
Postato da: Archangel a 07:41 | link |


lunedì, 10 aprile 2006

Alla fine,il brutto delle contraddizioni,è che non stai più da nessuna parte.
Postato da: Archangel a 02:38 | link |

Non molto tempo fa,in treno,chiacchierai con un signore.
Non so perchè non ne ho mai scritto,ma l'ultima cosa che mi disse è stata: "Poi un giorno,quando ti servirà,ti ricorderai di me".
Si alzò,salutò con un cenno di capo e sparì.
Per quanto ne so io,può avermi anche ipnotizzato.
Lui era già lì quando entrai nella cabina,posto centrale,con le spalle opposte al senso di marcia,come se dovesse per forza guardare il paesaggio allontanarsi e non venirgli incontro.
Lo dico ora,perchè sembrava tutto così costruito,che quel posto credo se lo fosse scelto.
E stranamente,occupò anche il mio,con la sua giacca.
Dico il mio,riferendomi al mio posto preferito,in una cabina di un treno.
Adiacente al finestrino,col paesaggio che mi si schianta in faccia.
Non che gli altri mi diano fastidio,o non li possa per forza prendere,ma quello è sempre stato il mio preferito,in ogni treno.
E poi eravamo in due,perchè proprio sul mio sedile e non su uno che aveva a fianco?
Una scelta strana,ma non ci pensai,piuttosto lo odiai da subito.
-"Scusi,è occupato questo?"
-"No no",scosse la testa,"puoi sederti".
Poi,con la faccia da studente colto che se la tira,tirai fuori dallo zainetto lettore mp3 e Aforismi Sulla Saggezza di Vivere di Schopenhauer.
Destino volle,che le batterie si scaricassero,e temetti davvero il fastidio di una conversazione.
Nulla di quel giorno,ora che lo racconto,mi sembra casuale.
Infatti...infatti iniziò.
-"Ma ti serve davvero leggere un libro del genere?Che speri di trovarci?"
Era di un'arroganza senza pari.
-"Non saprei,lo leggo e basta"
Feci un sorriso e tornai a leggere,facendo notare che la conversazione per me era chiusa.
-"Se lo leggi,è perchè cerchi risposte e se cerchi risposte è già una buona cosa,perchè si presuppone tu abbia delle domande,ma lì non troverai nulla,fidati"
Io ero...stizzito.
-"Sinceramente credo ci siano cose interessanti,alcune le avrei potute scrivere io in persona,altre le ho scritte davvero.Un po' mi ci rispecchio,e ne prendo spunto"
Non si accontentò comunque e continuò a torturarmi.
-"Ovvio,ma tu non sei lui e quel libro per te non vale nulla"
-"Io invece credo che questo libro,possa svelarmi troppe cose,e difatti sono incerto se leggere o meno.Quando lo scrisse era anziano,io non ho nemmeno vent'anni"
Perchè gli parlai dei cazzi miei?Possibile che mi avesse trascinato già così tanto dentro ad una discussione?
-"Se vuoi vivere la sua di vita,accomodati"
-"Magari la sua è stata una vita piena e felice,perchè no?Alla fine è una mia caratteristica,rubare lo stile degli altri,per farne una parte del mio"
-"Troppo Star Trek ragazzo mio..."
Rimasi impressionato,dal paragone che potevo capire solo io,ma non gli bastò: "Se vuoi ti racconto io la mia vita,così magari potrai essere felice".
-"Lei si ritiene felice?"
-"Non lo sono,lo sono stato"
-"E allora,se non lo è..."
-"Voi giovani avete cura di tutto,meno che delle cose importanti.Dovrai capire che la felicità,quella che cerchi tu,è un puro capriccio del tuo egoismo"
-"Ma lei che ne sa,di ciò che cerco io?"
-"Tu cerchi una felicità che sia per sempre,e non finisca mai,che si rigeneri e ti riempia,ma non capisci che è sbagliato"
-"Non ci vedo nulla di sbagliato"
-"Hai la patente?"
-"Sì"
-"Sei affezionato alla tua macchina vero?"
-"Sì"
-"In fondo,lei non è una tua gioia?"
-"Sì,lo è"
-"Se un giorno dovesse fermarsi,ormai stanca,e chiedersi di mettersi a riposo?Oppure se fosse stanca di te,perchè non sei in grado,pur volendo,di averne cura,non la lasceresti?"
-"Sì...credo,ma è un riferimento ad una ragazza?Perchè sappia che non accetterei mai che la mia macchina,la guidi un altro"
-"Lo vedi che sei egoista?"
-"Non c'entra l'egoismo,dico solo che sono cose che la mente umana non accetta,e non sopporta"
-"Dimenticati la ragazza,il mio non era un riferimento,è per questo che ti ho dato dell'egoista"
Non capii...ma continuò a spiegarsi: "Pensa a ciò che ti ha dato,a ciò per cui sei stato felice e mantieni questo ricordo.Non puoi chiedere alla felicità di consumarsi in eterno per te,piuttosto mantienila tu.Non ti sto parlando di donne,e nemmeno di macchine"
-"Ma secondo lei,tutto questo,non è un accontentarsi?Io penso che a viver di nostalgie,si finisca col morire nel più doloroso dei modi"
Perchè glielo dissi?
-"Ragazzo mio...tu chiedi troppo alle cose,e finirai per consumare tutto ciò di cui ti nutri,in un attimo.Non ci vuol nulla,a rimaner senza nulla.Certo,puoi rubare la vita della gente,le loro persone,i loro stili,come li chiami tu,ma che ti rimarrà davvero di loro?"
In silenzio,e poi risposi: "Nulla...".
Perchè lo ammisi?
-"Fidati,che a viver di nostalgie,non si muore di dolore,ma si è sereni.Perchè la felicità che cerchi tu,non esite proprio,è ingiusto anche solo chiederla,e tu non sei una persona ingiusta,farai grandi cose"
-"Tipo?"
-"Edificare un ponte,salvare la vita ad una persona,non lo so...cosa sono per te le grandi cose?"
-"Non lo so nemmeno io"
-"Non ti ci crucciare troppo,non hai bisogno di sapere una cosa del genere,ma dimmi,cosa hai imparato oggi?"
-"Ho imparato che,quando non mi rimarrà più nulla,non avrò più bisogno di niente"
-"Vedo che hai capito,ma guardati bene dal dolore,a quello sappi che non c'è rimedio,ma per quanto possa far male,non potrà mai ucciderti.La gente non muore mai soffrendo,ma pregando"
-"Se lo dice lei...le credo"
E gli avrei creduto,anche se mi avesse detto che una volta era morto.
-"Lo so che mi credi,Andrea"
Che mi conoscesse?Rimasi allibito.
-"Come fa a sapere come mi chiamo?"
-"Non lo so,ho tirato ad indovinare,e dato che è il nome più diffuso..."
-"E se non mi fossi chiamato così?"
-"Beh,allora avrei fatto una pessima uscita,ma sappi che ne vale la pena.Vedessi la tua faccia ora"
Rise.
-"Se mi dice il suo,facciamo pari,circa..."
-"Che te ne fai di un nome?Poi un giorno,quando ti servirà,ti ricorderai di me"
Postato da: Archangel a 02:36 | link |


domenica, 09 aprile 2006

Tutti mi dicono,di lasciar perdere,arrendermi.
"La vita è così,non ci puoi far nulla,tutto finisce,come i concerti.Morto un papa se ne fa un altro".
Ma io rimango della mia idea,e continuo a vedere il mondo per quel che è,una favola.
E come tutte le favole,tutto si sistema,torna meglio di prima,si è tutti felici,l'uno per l'altro,e non per se stessi.
Stanno cercando di portarmi via il mio bel sogno da bambino,stanno cercando di privarmi della vita,così come l'ho sempre voluta.
Ma dovessi morire,e per dolore,non per noia,io il mio sogno non lo abbandonerò mai.
Dovessi addormentarmi tutte le notti in lacrime e svegliarmi la mattina ancora peggio,non rinuncerò.
Davvero,come potete chiedere ad una persona di lasciar perdere?
Chi ha stabilito che bisogna accontentarsi?
Io non l'ho mai fatto e non tornerei mai indietro per una vita come le altre.
Si vede il bianco e si vive in nero però,o anche il contrario...a questo non trovo rimedio.
In una vita passata ero un partigiano,morto per una causa stupida,agli occhi di tutti,ma nobile in cuor suo.
E' questo quello che conta,avere qualcosa per cui vivere,o morire.
Postato da: Archangel a 11:53 | link |

E io continuo a credere,che domani mattina,mi sveglierò col tuo viso davanti ai miei occhi.
Perchè,fondamentalmente,rimango un cretino.
Postato da: Archangel a 05:05 | link |


sabato, 08 aprile 2006

Si torna indietro,per andare avanti,alla meno peggio.
Non mi accontenterò mai,questo è certo.
Semplicemente,non si può chiedere ad una persona di smettere di sognare.
Postato da: Archangel a 21:42 | link |


giovedì, 06 aprile 2006

C'è chi vive,di piccole cose.
Stare sul water con una rivista di moda in mano.
Gridare con le braccia alzate al cielo,ad un concerto.
Ed è così,da sempre; ci è stato insegnato.
Ehi,comprati la macchina nuova,il mondo ti apparirà più bello dai nostri finestrini.
Oppure.
Life is now,risveglia la tua voglia di vivere attraverso una linea telefonica.
Ricordo di preciso una scena,di un anno fa.
Eravamo in gita,con la scuola,e quella sera ci eravamo radunati in cinque o sei in una stanza sola,per vedere la Juventus in una partita di Coppa mi pare.
A me non interessava poi molto,ma sembrava non esserci di meglio da fare.
Con noi c'era S.,un mio compagno di classe,che conosco dal primo anno delle medie.
Persona fuori dal comune.
E' uno di quelli che nemmeno se ti impegni,riesci a raggiungere.
Lui è di più e basta,a priori.
L'ho sempre rispettato,perchè nonostante le qualità che la natura gli ha concesso,si è sempre comportato come una persona normale,ma non avrei creduto così tanto.
Sta di fatto che la Juventus segnò,Zalayeta mi pare.
Lui si alzò,cominciando ad urlare.
Venne da me,mi strinse le spalle con le mani e cominciò a scuotermi.
Era notevolmente impazzito,ed io spiazzato.
Se ne accorse...
Per un attimo lo guardai allibito,e lui pure.
Poi allentò la presa e tornò tranquillo.
E' una di quelle scene,che ricorderò tutta la vita.
L'umanità braccata,dalla sua stessa natura.
Eppure,credo sia così,che la gente si senta viva.
Ma io non ce l'ho mai fatta...
Una squadra è sempre rimasta una squadra,un concerto un concerto,una rivista una rivista,e nulla di più.
Sono talmente noioso,da non riuscire ad emozionarmi.
O forse è perchè non ci riesco,che risulto noioso.
Sono impassibile,alle piccole cose.
Incapace di farmi trascinare,da situazioni che non riesco nemmeno a considerare.
Così finisce che uno non vive,perchè non ha mai avuto nulla per cui farlo.
Eppure...a volte capita di sentirsi vivi di colpo.
Come fossero anni di torpore,interrotti da un singolo risveglio.
Di getto,come quando apri gli occhi e ti manca il respiro,alla fine di un incubo.
Mi sto semplicemente riaddormentando,perchè a stare svegli,si vedon troppe cose orrende.
Tantovale chiuderli,gli occhi,e starsene in silenzio,aspettando il proprio valido motivo per riaprirli.
Ma forse chiedo troppo.
Desiderare poche cose,peggio ancora una,fa si che tutte le altre perdano di interesse.
Il tempo in tutto questo ha un suo ruolo,atroce e maligno così come un morbo che affligge e si propaga lentamente,sino alla morte dell'essere che lo ospita.
Postato da: Archangel a 00:21 | link |


domenica, 02 aprile 2006

Se fosse tutto scritto,potrei dormire sonni tranquilli.
Postato da: Archangel a 23:42 | link |


martedì, 28 marzo 2006

Toh,funziona.
Vatti a lamentare delle cose,e queste subito si sistemano.
Odio la mia vita fisica.
Ora però,vado a dormire.
Come se il sonno appagasse il desiderio dell'anima di sentirsi accudita.
Quando poi un sentimento,addolora più di una lama al cuore.

E' una condizione in cui,rimangono ben poche cose per [...].

Buonanotte.
Postato da: Archangel a 00:47 | link |

E poi pure Splinder,che chiaramente non ne vuol sapere,delle mie cazzate.
Proprio vero che quando tutto va male,non c'è mai un cazzo che vada per il verso giusto.
Ridatemi il sonno alla mattina,il piacere del materiale ed un blog funzionante,vi prego.
Postato da: Archangel a 00:36 | link |

Messo al mondo dall'altrui egoismo,per una vita di consolazioni e stenti.
A volte poi,rimango persino al buio.
Postato da: Archangel a 00:14 | link |


martedì, 21 marzo 2006

Il mal di testa dilaga.
Sarà che oggi,ho pranzato con due rappresentanti,anzi...uno era pure un titolare.
Sulla sessantina,parlantina sciolta,evidente fisionomia del pervertito.
Mercedes,giacca e cravatta.
Gestisce un traffico di minorenni in Thailandia,anche se lui dichiara di avere alcune proprietà in quel paese che gli forniscono un buon profitto.
In Italia invece è un comune titolare di un'azienda che produce fuochi d'artificio.
L'altro invece,meno degno di nota,è un rappresentante della Globo,una ditta di giocattoli,peluches e merdate made in China varie.
Io,per loro,non sono altro che un comune magazziniere,seduto allo stesso tavolo.
L'umiliazione,di questo lavoro,è tanta,ma oggi ha toccato il fondo.
Nonostante fossi davanti a loro,hanno continuato a parlare incessantemente della mia mansione,come fosse la più squallida fra tutte.
E mi ritrovo così,a diciannove anni operaio,circondato da idioti in Mercedes e da colleghi,altrettanto idioti,che infilano almeno una volta al giorno,una predica alla mia persona,nelle loro discussioni di vini,cibarie e...puttane.
La predica,è sempre la stessa: "Ma cosa studi a fare?Perchè piuttosto non vai a fare l'idraulico,o che ne so,ti trovi un posto in ospedale,che è fisso e si guadagna bene?".
Eppure,nonostante tutto,sono meravigliato dal fatto che potrebbe andare anche peggio.
Postato da: Archangel a 21:22 | link |


domenica, 19 marzo 2006

"Salve,stavamo andando un po' forte?"
"Ma veramente,facevo i sessanta"
"Patente e libretto prego"
Rovisto nella borsa,dopo trenta infiniti secondi trovo il portafoglio,consegno la patente.
Apro il cruscotto,cerco fra fogliame vario,e mostro il libretto.
Se ne vanno nel camioncino.
Scolo di nascosto la bottiglia d'acqua,unica lontana salvezza dal fiato alcolico.
Passa la seconda vittima,viene fatta accostare.
"Salve,stavamo andando un po' forte?"
Ma cazzo,avete la frase d'approccio standard?
Donna,alta,bionda,targa tedesca,nazionalità evidentemente simile.
Il carabiniere conversa,ci prova,non chiede documenti,non fa storie,ma lascia andare.
Sono questi i momenti in cui,vorresti essere una troia di ritorno dal lavoro.
"Da dove viene?"
"Eh,saran pure cazzi miei,imbecille",ma poi rispondo semplicemente: "Da Rimini,abito qui a duecento metri".
Poco dopo il collega ritorna,dallo specchietto osservo le mani.
Patente,libretto,e nessun etilometro.
Sono salvo.
"Tenga,comunque vada più piano,quando le ho fatto segno di accostare si è fermato un bel pezzo in là".
"Eh,cretino,stavi in mezzo alla strada,cazzo facevo,ti tiravo sotto?",ma chiaramente ho espresso il mio disappunto con un: "Scusi,non pensavo proprio di andare così forte".
Occhioni dolci e sbrilluccicanti,poi via,verso casa,un po' incredulo e sollevato.
Certe volte...non sei più uomo,ma solo un processo penale e venti punti sulla patente.
Conviene stare zitti.
Postato da: Archangel a 04:55 | link |


sabato, 18 marzo 2006

Prove tecniche di trasmissione

Estraneazione,il distaccamento dalla realtà terrena.
Sei spirito,pensiero,e osservi.
Le tue mani,le persone,oggetti che non servono più,e sono così vuoti.
C'è tanto,troppo disordine,e sembra che nulla,davvero nulla,sia destinato ad un lieto fine.
I momenti peggiori arrivano non appena possono essere,appunto,i peggiori.
A volte subito,altre subito dopo,è solo questione di tempo.
Non parlo più,se lo faccio dissimulo.
E allora,forse,mi sono proprio arreso.

Postato da: Archangel a 14:40 | link |


venerdì, 03 marzo 2006

Saluto,affettuosamente,il Blog.
Arrivederci,a mai più.
La crisi emotiva incombe,la vita perde di senso.
Archangel,stanco,non sa più che fare.
Postato da: Archangel a 11:47 | link |


giovedì, 02 marzo 2006

Saluto,affettuosamente,gli studi.
Arrivederci,ad Ottobre.
La crisi economica incombe,il lavoro chiama.
Archangel,tenace,risponde.
Postato da: Archangel a 19:11 | link |


mercoledì, 01 marzo 2006

Succede poi tutto all'improvviso.
Ti fermi allo stop,curvi,avanzi e...
Una botta appena percettibile,la macchina sbanda.
Ti fermi,hai tamponato.
Il danno è minimo,ma il segno rimane.
Postato da: Archangel a 23:32 | link |


martedì, 28 febbraio 2006

Ricominciando i Corsi

Prof. di Algoritmi e Strutture Dati,ultrapalestrato.
Si esprime solo in pseudo-codice,perchè lui il C non lo conosce.
Per salutare pronuncia: "Say,aperte virgolette,salve,chiuse virgolette".
Ci ha concesso 10 minuti standard per la pausa,non un secondo di più,non uno di meno.
Lui è l'input,noi l'output.
L'output tace impaurito.
Dimenticatosi il puntatore laser per segnare i lucidi proiettati a schermo,ha emesso un fascio luminoso direttamente dai bulbi oculari.
Terminator gli fa una sega.
Postato da: Archangel a 13:57 | link |


lunedì, 27 febbraio 2006

Credo che sia l'insonnia,a risvegliare la creatività.
Postato da: Archangel a 03:20 | link |


domenica, 26 febbraio 2006

Questa mattina mi sono solo brutalmente accanito contro la sveglia,senza considerare che se l'ho messa a quell'ora un motivo c'era.
Hole in one!
Scusa JJ.
Postato da: Archangel a 10:45 | link |


sabato, 25 febbraio 2006

Che poi tutto succede a caso,ma non per caso.
E' solo un intreccio di semplici coincidenze,a stabilire tutto un corso di eventi.
Piccole gocce di pioggia,spengono lentamente la grande fiamma.
E' la moltitudine del caos,la serie di azioni che copre e soffoca tutto ciò che non è quotidiano.
Finisce poi tutto in apatia.
Massì,che cazzo me ne frega...
Postato da: Archangel a 20:58 | link |


venerdì, 24 febbraio 2006

Prigioni Natuficiali

Distaccamento,dalla realtà.
La follia è una macchia nera che oscura il viso,ad occhi aperti.
Anime come fanali lungo una strada buia.
Grida di tormenti,lamenti; dolori di un mondo assai poco conforme alla vita.
Non c'è più un perchè,ma solo un dove e un quando.
E' tutto così...così tristemente meccanico.
Postato da: Archangel a 01:22 | link |


mercoledì, 22 febbraio 2006

Non ti accorgi che la tua vita è finita,fin quando non finisce davvero.
Postato da: Archangel a 19:40 | link |


martedì, 21 febbraio 2006

Internet nuoce alla salute
Postato da: Archangel a 02:34 | link |


mercoledì, 15 febbraio 2006

Sono uno stronzo,ed un falso.
Mio padre mi ha appena indirettamente detto che sono un fallito.
Pensare che ho persino fatto più di quanto abbia mai fatto lui,pensare che non l'ho mai deluso e fino a qualche mese fa era addirittura fiero del suo figliuolo.
Poi mi si chiede perchè dare sempre il minimo in ogni cosa; i più coraggiosi mi chiedono anche perchè abbia sempre tanta fretta di andarmene e tagliare ogni contatto.
Ma che importanza ha tutto questo?Intendo ciò che facciamo.
E' come trascorrere le proprie giornate a costruire castelli di carta che crollano alla brezza più lieve.
Per dare il massimo bisogna che ne valga la pena...
Postato da: Archangel a 21:12 | link |





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