martedì, 25 aprile 2006
Di come avvengono i miracoliPer la serie: Noi sacchetti della spesa non ci rompiamo da soliEd ora la storia ve la racconterò io.
Sarà l'ultima.
Parla di un ragazzo randagio; di quelli con una vita doppia per sfuggire ad una sola.
Una sera, passeggiando, lo trovai seduto sul cornicione di casa sua.
Era notte, una notte di Estate.
Gli dissi a voce alta di non buttarsi, lo implorai proprio di non farlo.
Mi guardò come una scema e nonostante la lontananza, quei due occhi erano limpidi come se riflettessero ogni singolo raggio di luce.
Scese giù da un'impalcatura lasciata lì per i lavori di ristrutturazione della casa ed un po' innervosito mi disse: "Cosa urli?Svegli tutti."
"Ma ti stavi per buttare!!", risposi.
"Ma sei scema?Se mi buttassi da lì non avrei la certezza di morire, mi farei solamente un gran male."
Era l'ultima risposta che mi sarei aspettata ed un po' rimasi intontita.
"Comunque piacere, Andrea.", mi ridestò.
"Piacere,il mio nome inizia per C.", scherzai.
"Ok C.,certo che è un bel cazzo di nome C...ma sarai C.", mi prese sul serio.
"Che fai qui?", continuò.
"Ritorno a casa, abito in fondo alla via, hai presente quel condominio da pezzenti?Ecco, ho un appartamento lì.Magari se hai voglia di fumarti una sigaretta puoi venire da me, al posto di startene in bilico su di un cornicione".
Mi prese per la seconda volta sul serio, e così fù.
Sono passati...quattro anni credo.
Sempre più spesso poi si faceva trovare sotto casa, in piena notte e se ne stava lì a fumare sigarette, mentre io scrivevo o disegnavo.
"La notte è dei creatori", gli dissi io.
"La notte è degli artisti", confermò lui.
Le notti passavano e mi accorsi di trovarmi veramente bene, faceva compagnia e stimolava il sonno meglio di qualsiasi valeriana.
Non so da dove l'abbia presa questa capacità, ma rilassa.
Un bel giorno poi, cominciò a piovere a dirotto e me lo ritrovai grondante acqua in casa.
Gli feci fare una doccia, gli asciugai i vestiti.
Un vero e proprio gatto randagio, dopo un bel bagno.
"Queste sono le chiavi, puoi venire qui quando ti pare, ora è anche casa tua", e gliele consegnai in mano.
Il giorno dopo toccò a lui: "Queste sono le chiavi, puoi venire quando non c'è nessuno, non è nemmeno casa mia", e me le lasciò.
Quando una lascia le chiavi di casa ad una persona, lo fa perchè in qualche modo ritiene che un giorno possano servire, ma non pensavo di dover assistere alla completa distruzione di ogni mio manga...
"Eh,ma se li tengo a trenta gradi non leggo un cazzo", si difendeva.
"MA SONO UNA COLLEZIONISTA!SAI QUANTO CI TENGO!", lo sgridavo.
"Scusa", con occhioni dolci.
E lì stavo zitta perchè mi si scioglieva qualcosa dentro, come quando si addormentava sul divano nero di pelle, con la bavetta alla bocca.
Scena disgustosa quanto tenera.
Passarono gli anni, dicevo, e ognuno aveva la propria prima vita da portare avanti, ma a lui le cose sembrava sempre dovessero andar male, quindi lo avevo sempre qui.
Rientrava a casa alle undici di sera, alle undici e cinque minuti sgattaiolava via dalla finestra e veniva qui, fino a due settimane fa.
Non una parola, non un biglietto, niente.
Prima di andarsene disse di voler scrivere un libro d'amore e l'avrei dovuto aiutare.
Prima di andarsene mi disse anche che sarebbe tornato, che avrebbe vinto, che quella sarebbe stata la sua battaglia finale.
Non ho mai capito il suo voler sempre combattere la vita, ma è testardo e poco ci si può fare, anche a capirlo.
Però, come dicevo, più nulla.
Giorni di silenzio e mi ricordai di quelle chiavi.
A volte si è costretti a vedere scene che sconvolgono la mente.
"Dai,non fare lo scemo", gli volevo dire, ma non stava scherzando.
Così...così poi sono andate le cose.
Ora è qui, addormentato come un bimbo, dopo aver bofonchiato qualcosa sul mal di schiena, o sul mal di pancia e col broncio per la macchinina distrutta in un frontale con un autobus e non più riparabile.
Mi ha detto anche di non aver più nulla da scrivere, ha letteralmente pronunciato "Archangel è morto, non c'è più un cazzo da scrivere".
Ma io Archangel non l'ho mai conosciuto e per me rimarrà un nick, come è sempre stato.
Però arrivati a questo punto una fine ci vuole e sono qui per mettercela.
Dato che il blog non è mai stato donato, ma lasciato in prestito, ho deciso di riprendermelo e chiuderlo con tutto ciò che ha dentro.
Si mette un punto per andare a capo, su questo aveva sempre ragione, ma questa volta cambiamo totalmente libro.
See you quindi, è stato molto bello, soprattutto per me, che come gli Arcangeli veri, guardavo dall'alto di un mondo solo mio, il cammino di un gatto randagio in cerca di casa, che mai sarà questa.
Ora lo sveglierò dal suo incubo di vent'anni e quando sarà tornato nel suo, di letto, si chiederà che cosa ne ha fatto, di tutto questo tempo.
In Fede
C.
PS: Guarda te se bisogna postare con così tanta serietà..
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